Miele di Manuka

Differenze tra il miele di Manuka e il miele di tiglio

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Altro miele di interesse particolare è quello di tiglio. Largamente consumato per il suo gradevole sapore e le sue proprietà benefiche, il miele di tiglio, prende il nome dall’omonimo fiore che sboccia dall’albero di tiglio.

Scientificamente noto come Tilia, nome comune Tiglio, in realtà è un genere di vegetale che raggruppa ben 30 specie di piante arboree, famiglia delle Tiliacee e sono alberi presenti un pò ovunque sia in città sia in campagna le cui chiome ricche di foglie regalano non solo refrigerio durante la stagione più calda ma anche fiori che profumano l’aria ed è proprio da questi ultimi che si estrae il nettare che diventerà poi miele.

Perché è così apprezzato il miele di tiglio?

Il miele di tiglio è uno dei più apprezzati per le sue proprietà terapeutiche che come quello di acacia, di castagno, di eucalipto e di tarassaco, solo per citare i più efficaci, riunisce alle proprietà in dote ad ogni miele (antinfiammatorie, preventive e lenitive), anche quelle antispasmodiche e calmanti, che rilassano il sistema nervoso, epatoprotettrici (protezione del fegato), ansiolitiche e anti emicranie.

Cosa ha in più il miele di Manuka?

E proprio parlando delle sue qualità epatoprotettrici che tireremo in causa anche stavolta il miele di Manuka. Come già visto in precedenza, questo prodigioso miele, aiuterebbe il sistema digestivo e gli organi connessi come il fegato a facilitare la sua azione depurativa evitando l’insorgere di ulcere e lacerazioni allo stesso, che ne comprometterebbero le sue funzioni.

Se quindi il miele di tiglio agisce in tempi piuttosto moderati per prevenire il cattivo funzionamento dell’azione epatobiliare, il miele di Manuka grazie alla sua concentrazione di MGO, faciliterebbe ancor di più il processo di agevolazione, donando in tempi ancor più ristretti, una risposta efficace all’infiammazione dell’organo.

Se si aggiunge poi l’azione fungicida e antibatterica che sprigiona il miele di Manuka, si capisce perché a parità di dosaggi (tre cucchiaini al giorno al massimo) il miele di tiglio sia nettamente meno efficiente di quello del suo “cugino neozelandese”.

Conclusioni

Come per il miele di acacia, anche qui va fatto un distinguo doveroso sulla scelta, libera per chiunque voglia assumere tiglio e non Manuka, con la coscienza però che un’assunzione minore di Manuka otterrebbe gli stessi effetti, se non anche migliori, di quello di tiglio.

Pertanto come per il precedente miele di acacia, anche per quello di tiglio vale lo stesso discorso. Se si vuole ottenere un più rapido riscontro sull’azione epatoprotettiva, sarebbe preferibile il Manuka a qualsiasi altra tipologia di nettare ambrato.
Miele di Manuka Salute in Erba